Pedofilia e pedopornografia, Meter: l’abuso digitale travolge l’infanzia

Presentato il Report 2025: oltre 8mila vittime di deepnude e 2,5 milioni di contenuti reali tra foto e video. TikTok, Telegram, Signal tra i principali canali di diffusione
«L’abuso digitale travolge l’infanzia: oltre 8mila vittime di deepnude e 2,5 milioni di contenuti reali tra foto e video». Lo afferma il Report Meter 2025 presentato oggi (24 febbraio) a Roma dall’associazione fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto, da oltre trent’anni in prima linea contro la pedofilia e pedopornografia.
«TikTok, Telegram, Signal insieme ad aree meno accessibili della rete come il Dark Web rappresentano oggi alcuni dei principali canali di diffusione e scambio di materiale pedopornografico, in un contesto ulteriormente aggravato dall’intelligenza artificiale generativa, in grado di creare immagini e video manipolati e di produrre contenuti deepnude». Il Report 2025 dell’associazione Meter evidenzia «una trasformazione profonda del fenomeno, sempre più caratterizzato dall’uso di tecnologie avanzate e strumenti difficili da intercettare».
Nel corso del 2025 sono stati identificati 8.213 minori vittime di deepnude, ovvero immagini generate artificialmente in cui i minori vengono denudati o manipolati digitalmente. Questo dato si aggiunge alle 785.072 immagini e ai 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori, segnalati nello stesso periodo.
«Le immagini deepnude – spiega don Fortunato Di Noto – rappresentano una forma particolarmente grave di abuso, perché colpiscono sempre una vittima reale: il minore la cui immagine viene manipolata senza alcun consenso. L’IA trasforma materiale innocuo in contenuto sessuale, con una violazione profonda dell’identità, dignità e sicurezza del minore». Queste pratiche, sottolinea, «alimentano il mercato pedopornografico e le richieste dei circuiti criminali, esponendo le vittime a conseguenze psicologiche serie, tra cui ansia, senso di colpa, isolamento, paura e ricatto. Oltre al danno individuale, queste pratiche hanno un effetto destabilizzante sulla società, perché normalizzano comportamenti criminali e incoraggiano la diffusione di materiale pedopornografico reale, aumentando la pressione sui sistemi di protezione dell’infanzia».
Grazie all’attività dell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia, l’associazione Meter ha individuato 115 gruppi e bot attivi tra Signal e Telegram, utilizzati per la diffusione di contenuti deepnude, per un totale di 8.213 minori vittime, denudati mediante l’impiego dell’IA. Telegram si conferma la piattaforma maggiormente utilizzata. Tra gli strumenti per creare deepnude e deepfake emerge anche Grok, «il modello sviluppato da Elon Musk, responsabile della creazione di 1.121 contenuti rilevati, pari al 14% del totale».
L’attività di monitoraggio ha consentito di individuare 505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito. Tra i paesi e territori maggiormente interessati figurano la Nuova Zelanda con 177 segnalazioni, il territorio britannico dell’Oceano Indiano con 110, il Montenegro e la Russia con 46 ciascuno e gli Stati Uniti con 44. Tra i domini nazionali monitorati da Meter rientra il dominio italiano .IT con 14 segnalazioni effettuate.
L’analisi dei materiali rileva una maggiore concentrazione di contenuti che coinvolgono minori nella fascia d’età compresa tra gli 8 e i 12 anni, con 422.368 foto individuate. Seguono la fascia 3-7 anni, con 360.563 foto, e la fascia 0-2 anni, con 1.972 immagini. Questo dato evidenzia «una significativa esposizione dei minori in età scolare primaria».
Il medesimo andamento si riscontra anche nei contenuti video, con numeri complessivamente più elevati. Sono stati rilevati 1.337.792 video relativi alla fascia 8-12 anni, 394.417 relativi alla fascia 3-7 anni e 834 relativi alla fascia 0-2 anni. L’elevato numero di video conferma «una crescente diffusione di contenuti dinamici, più complessi da individuare e rimuovere e spesso utilizzati per la condivisione e la circolazione in contesti chiusi o criptati»…..continua a leggere su https://www.copercom.it/











